Ogni quanto tempo fare lo scrub per il viso?

Ma una domanda dovrebbe sorgere spontanea nei confronti di tutte le persone più attente alla salute: con quale frequenza si dovrebbe esfoliare il viso?

Purtroppo per tutte le lettrici (e i lettori) alla ricerca di una scorciatoia, fornire una risposta diretta non è poi così semplice.

La frequenza con cui si dovrebbe esfoliare il viso dipende infatti da molti fattori, tra cui il tipo di pelle (grassa o secca), il livello di sensibilità, eventuali problemi specifici (come acne o macchie scure) e gli altri prodotti presenti nel proprio set di cura della pelle.

Ad ogni modo, questo non significa che non si possa trarre qualche sintesi. Cerchiamo di saperne di più.

scrub
Ogni quanto va fatto lo scrub al viso?

Perché fare lo scrub al viso?

Se si nota che il proprio viso appare opaco o ruvido, la colpa potrebbe essere dell’accumulo di vecchie cellule morte. Il corpo elimina infatti questo accumulo da solo attraverso un processo chiamato ricambio delle cellule cutanee, ma di solito questo processo richiede uno o due mesi, a seconda dell’età (in genere, più si è anziani, più il ricambio è lento).

Ora, per fortuna lo scrub può accelerare questo ciclo, aiutandoci a disporre di una pelle più luminosa con una texture più liscia. Inoltre, diverse ricerche hanno anche dimostrato che lo scrub può uniformare il tono della pelle e aiutare a sbiadire le macchie scure nel tempo, perché aiuta a ridurre il pigmento (melanina) responsabile dello scolorimento.

Quali tipi di scrub esistono?

Prima di comprendere ogni quanto farsi uno scrub, dobbiamo anche ricordare che con questo termine ci si può riferire a diverse tecniche.

Le principali sono due: da una parte l’esfoliazione fisica, che comporta la rimozione meccanica della pelle vecchia, in genere tramite spugne, spazzole, e così via; dall’altra parte l’esfoliazione chimica, in cui sono gli acidi topici a dissolvere le cellule morte.

Con il primo metodo, tutto quello che dobbiamo fare è passare sulla pelle componenti abrasivi come la pomice, la polvere di riso e i granuli di sale o di zucchero, che staccheranno fisicamente gli accumuli dalla superficie della pelle. Con il secondo metodo il lavoro sporco sarà fatto dagli esfolianti chimici, che non richiedono lo sfregamento: acidi come gli alfa-idrossiacidi (AHA) e i beta-idrossiacidi (BHA) possono infatti allentare i legami tra le cellule morte, che si staccano delicatamente per rivelare uno strato di pelle più nuovo e fresco.

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La frequenza dell’esfoliazione del viso dipende dalla tipologia di pelle

Con quale frequenza si dovrebbe fare lo scrub al viso?

Terminata questa introduzione, possiamo finalmente dedicarci alla risposta principale di questa guida. E la risposta è “dipende”, in primo dal tipo di pelle:

  • Pelle secca o sensibile: in caso di pelle secca o sensibile lo scrub può essere fatto una alla settimana. Di più c’è infatti il rischio che lo scrub elimini non solo le cellule morte ma anche alcuni oli naturali, alimentando così più secchezza. Meglio evitare gli scrub fisici se si ha a che fare con una pelle particolarmente arida. L’attrito degli scrub fisici può infatti danneggiare la barriera di idratazione e portare alla perdita di liquidi.
  • Pelle grassa o mista: in questo caso si può usare un esfoliante chimico due o tre volte alla settimana. La pelle grassa può infatti tollerare tutti i tipi di acidi, e poiché questi metodi sono meno intensi degli scrub fisici, alcune persone possono addirittura usarli quotidianamente, come avviene nell’ipotesi dell’acido salicilico.
  • Pelle a tendenza acneica: le persone che sono particolarmente suscettibili ai brufoli dovrebbero procedere con cautela quando si tratta di prodotti per la cura della pelle, compresi gli esfolianti chimici. Sebbene gli AHA e i BHA siano efficaci nel ridurre l’accumulo di grasso, sporco e pelle morta che può portare a fastidiosi inestetismi, se usati troppo frequentemente possono anche danneggiare la barriera cutanea e potenzialmente causare nuovi focolai! Ecco perché i dermatologi consigliano di iniziare con un regime una volta alla settimana e di prestare attenzione se la pelle si sente infiammata, pruriginosa o dolorosa. In caso contrario, si può aumentare gradualmente fino a due o (se la pelle è particolarmente grassa) tre volte a settimana, a giorni alterni.
  • Pelle soggetta a eczema o rosacea: se poi la propria pelle è tendente verso una di queste condizioni infiammatorie croniche, è importante consultare un dermatologo per sapere con quale frequenza, se mai, dovreste esfoliare. Meglio evitare il fai-da-te, perché queste tipologie di pelle hanno già la barriera cutanea danneggiata, e un’eccessiva esfoliazione potrebbe scatenare una riacutizzazione.

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