Tinta con l’henné: tutti i pro e i contro di questo trattamento

L’henné è il colorante per capelli di origine vegetale più amato dalle donne. Si tratta di un tinta che presenta un elevato contenuto di tannini che oltre ad irrobustire la chioma, rende anche la fibra capillare più corposa. È un colorante 100% naturale che si ricava dalle foglie essiccate di un arbusto, la lawsonia inermis, queste vengono poi ridotte in polvere per trovarle in commercio in pratiche confezioni. L’henné si utilizza per tingere o rendere più vivo il colore dei capelli. Ma la domanda più frequente è: questa tinta naturale va bene per tutti i tipi di capelli?

Le origini dell’henné

L’henné è un colorante naturale che ha origini molto antiche, infatti, veniva utilizzato anche dagli Egizi. Passando per l’India e il Medio Oriente, qui l’henné ha sempre auto un’importante valenza rituale, tanto che veniva utilizzato per decorare le mani e i piedi nelle cerimonie sacre, come per esempio durante i matrimoni. La colorazione che si ottiene dall’henné però, dipende dalla presenza di glicosidi nelle foglie di lawsonia. Queste tramite il processo dell’idrolisi, liberano un pigmento che vira al rosso a contatto con l’aria. Dopo aver mescolato con l’acqua si ottiene invece, un colore verdognolo simile all’argilla. L’henné si applica direttamente sui capelli e la tinta finale vira dal color ruggine al modano.

Le origini dell'hennè - Foto: Pinterest.it
Le origini dell’hennè – Foto: Pinterest.it

I pro e i contro dell’henné

L’henné è un colorante naturale che ha sia dei pro che dei contro. L’effetto finale del trattamento dura circa un paio di mesi ma la differenza con le tinture chimiche è che la ricrescita non è subito evidente.

La tinta con henné ha numerosi pro: in primis, oltre alle proprietà coloranti e riflessanti, ha anche un effetto riequilibrante per il cuoio capelluto, in questo modo si può tenere sotto controllo la forfora grassa e la seborrea. L’henné ha anche proprietà astringenti e seboregolatrici. Per questo motivo non tutte possono beneficiare di questo trattamento. L’henné, infatti, non è adatto alle donne con capelli molto secchi e non può essere applicato su capelli decolorati. Inoltre, non può essere lasciato in posa per troppo tempo. Se si sbaglia, si possono ottenere sfumature e riflessi non tanto desiderati. Infine, l’henné potrebbe anche provocare irritazione del cuoio capelluto. Non è adatto per chi ha carenza di glucosio e fosfato.

I pro e i contro dell'hennè - Foto: Pinterest.it
I pro e i contro dell’hennè – Foto: Pinterest.it

I vari tipi di henné

In ogni caso, in commercio possiamo trovare vari tipi di henné, tra cui:

  • Henné naturale o rosso: è la tinta tradizionale, che si ricava dalle foglie essiccate e polverizzate di Lawsonia inermis. L’effetto che si ottiene sui capelli è una sfumatura di rosso chiaro. Sui capelli biondi o bianchi può virare verso il ramato chiaro, mentre sui capelli castani può donare riflessi dal tono caldo.
  • Henné neutro: questo si ottiene dalla Senna italica, anche conosciuta con il nome di Cassia obovata, è può essere utilizzato anche come una semplice maschera per rendere i capelli più forti e sani, specie se sono capelli sottili o sfibrati.
  • Henné nero: è una tinta più scura che si ottiene dalle foglie della pianta Indigofera tinctoria, conosciuta anche come Indigo. Da essa si ottiene anche il noto colorante vegetale “indaco”. In passato veniva utilizzata per la colorazione dei tessuti, e oggi, l’Indigo viene utilizzata per ottenere ciò che conosciamo come hennè rosso mogano. Questo colore è particolarmente indicato per chi ha i capelli neri o scuri, perché conferisce alla chioma sfumature rosso scuro e violacee.